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Pane dei morti – Giovanni Odino

Pane dei morti

Pane dei morti del giorno di Ognissanti.

Pane dei morti

La nostra tradizione non ha Halloween, come nei paesi anglosassoni, nord europei e in America, ma altre usanze regionali legate alla preparazione del cibo da condividere con i morti.

Le antiche usanze provenienti dai Celti, dagli Etruschi e delle altre popolazioni originarie, si sono mescolate al più recente culto dei morti e dei santi. La somministrazione del cibo che viene condiviso con i defunti i quali, secondo la credenza popolare, tornano a trovare i congiunti dall’aldilà nella notte tra il primo e il 2 novembre (non come Halloween che accade la notte dell’ultimo giorno di ottobre) affrontando un viaggio faticoso, ha origini molto antiche. In Trentino Alto Adige ci sono i “cavalli dei morti”, in Toscana il “pane dei santi”, un po’ in giro per l’Italia le “ossa dei morti”, a Lecce le “fanfalucche”, in tutta Italia le “fave dei morti”, in Puglia il “grano dei morti”, in Sicilia “mani e dita dei morti”, a Napoli “o’ morticiello” e infine il nostro “pane dei morti” che è un dolce tradizionale lombardo, della zona di Milano e della Brianza, Le varianti sono tante, mia moglie, Adele, ha scelto la ricetta che vi presentiamo in questa pagina.

Ingredienti per circa 32 pezzi (16 porzioni)

– Farina 00: 250 gr.;
– Savoiardi: 300 gr.;
– Biscotti secchi: 100 gr.;
– Amaretti: 100 gr.;
– Albumi: 6;
– Zucchero: 300 gr.;
– Cacao amaro in polvere: 50 gr.;
– Mandorle o altra frutta secca: 120 gr.;
– Fichi secchi: 120 gr.;
– Uvetta sultanina: 120 gr.;
– Cannella: un cucchiaino;
– Noce moscata: un pizzico;
– Lievito per dolci: 10 gr.;
– Vino liquoroso: 100 gr.;
– Zucchero a velo: q.b.

Preparazione

Mettere l’uvetta a bagno in acqua tiepida per una quindicina di minuti. In un mixer, sbriciolate finemente i biscotti secchi, i savoiardi e gli amaretti. Trasferiteli in una larga ciotola. Nel mixer mettete le mandorle (o pinoli e nocciole, o il misto di frutta secca che avete deciso di usare), riducetele in farina e unite ai biscotti. Ora sarà il turno di mettere nel mixer i fichi. Dopo averli triturati, aggiungeteli agli altri ingredienti. Mettete nella ciotola anche la farina, il lievito, lo zucchero, gli albumi, il cacao, la cannella e la noce moscata. Amalgamate bene l’impasto unendo anche l’uvetta strizzata versando il vino liquoroso nella quantità che serve ad ottenere un impasto morbido e un poco appiccicoso. Infarinate un tagliere su cui finire di lavorare l’impasto fino ad ottenere una consistenza omogenea.

La tradizione vuole questi dolcetti abbastanza grandi, il doppio di quelli che ha realizzato mia moglie, che sono circa di cm. 10x5x1. Per ottenere queste ultime dimensioni, suddividete l’impasto in tanti pezzetti grandi quanto una polpetta media e schiacciateli dando loro una forma da grosso biscotto.  Tenete lo spessore di circa un centimetro, in modo che la cottura sia omogenea.

Cottura

Trasferite i dolcetti così ottenuti sulla teglia ricoperta con la carta da forno. Fate cuocere in forno preriscaldato a 190° per circa 30 minuti (o comunque secondo le caratteristiche del vostro forno). Mia moglie, per esempio, con il nostro fornetto elettrico di casa. li ha cotti per quella durata pur considerando che la pezzatura era più piccola di quella tradizionale.

Aggiungete lo zucchero a velo appena sfornati.

Servizio

Lasciate riposare per almeno un giorno. Se proprio non ce la fate, aspettate almeno qualche ora. Conservateli, se possibile, in scatola sigillata per evitare che si secchino troppo.

Cosa bere

Lo stesso vino liquoroso usato nell’impasto. Noi abbiamo usato uno Zibibbo Terre siciliane della cantina Nicosia (dall’ottimo rapporto qualità prezzo).